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di Riccardo Bramante

Perché a Pasqua si regala l’uovo? E’ antica tradizione risalente già alle culture pagane offrire e mangiare uova di gallina per festeggiare l’inizio della primavera perchè si riteneva che l’uovo avesse un significato simbolico per la sua forma che rappresentava il cielo e la terra uniti tra loro, mentre tra gli antichi Egizi era considerato la base dei quattro elementi dell’universo costituiti dall’acqua, l’aria, il fuoco e la terra.

Con l’avvento del Cristianesimo l’uovo assunse un significato più spirituale riconducendolo a simbolo della resurrezione di Cristo e dai primi adepti in Mesopotamia veniva colorato di rosso come ricordo del sangue di Gesù versato sul Calvario.

L’uso di regalare uova di Pasqua si diffuse poi in Germania dove tra la gente comune venivano distribuite già bollite ed avvolte in foglie e fiori che le coloravano di rosso, mentre per la nobiltà erano prodotte utilizzando materiali pregiati come l’oro, l’argento ed il platino.

Di qui a passare alla creazione di vere opere d’arte il passo fu breve; ci pensò lo Zar Alessandro III che nel 1885 commissionò all’orafo Peter Carl Fabergé la creazione di un uovo prezioso per farne un regalo alla moglie Maria Fedorova. L’uovo fu un vero successo: era in platino smaltato di bianco con all’interno un altro uovo d’oro che a sua volta, come in una matrioska, conteneva un pulcino dorato e la riproduzione della corona imperiale (per la cronaca, l’uovo costò alle casse imperiali ben 4.151 rubli). Fabergè negli anni successivi ne produsse altri 52, tutti diversi, fino a quando, nel 1918, la fabbrica fu nazionalizzata dal regime comunista.

Ben più contenuto, almeno in questo caso, fu il Re Sole Luigi XIV che all’inizio del ‘700 fece realizzare dal suo “maitre chocolatier” un grande uovo di crema di cacao per la delizia di tutta la sua corte.

Era l’antesignano delle attuali uova di cioccolato che videro in Francois Louis Cailler il primo “imprenditore” che nel 1819 fondò uno stabilimento dotato di un particolare macchinario che trasformava il cacao in pasta manipolabile; seguì poi l’azienda inglese Cadbury che nel 1875 realizzò il primo uovo di cioccolato con l’interno vuoto. Anche l’Italia non rimase indietro e a Torino si iniziò a produrre su larga scala l’uovo di cioccolato con la sorpresa dentro.

Il resto è storia di oggi: la società consumistica ci sommerge con i diversi tipi di uova al cioccolato che hanno perso dunque il loro sapore spirituale per divenire un più prosaico prodotto gastronomico.