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di Riccardo Bramante

Fervono già i preparativi per la grande mostra che si terrà alle Scuderie del Quirinale per celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello. La mostra, che sarà inaugurata il 3 o il 5 marzo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, compatibilmente con la sua agenda di lavoro, sarà l’occasione per illustrare il genio versatile di questo artista non solo come pittore ma anche come architetto, disegnatore e poeta.

Tante saranno le opere che giungeranno in prestito da musei italiani e stranieri, dalla Galleria Borghese a Palazzo Barberini, dagli Uffizi di Firenze al Louvre di Parigi.
Potremo, così, ammirare alcune opere simbolo di Raffaello come “La Velata”, ritratto di donna conservato agli Uffizi come pure l’ “Autoritratto” oltre a circa 20 disegni legati all’artista, mentre da Palazzo Barberini giungerà la famosa “Fornarina” e dalla Galleria Borghese la “Dama con liocorno”. A sua volta il Louvre ricambierà il recente prestito dell’”Uomo vitruviano” di Leonardo inviando a Roma il “Ritratto di Baldassarre Castiglione” e l’”Autoritratto con un amico” mentre non sono ancora certe le opere che concederà la National Gallery di Londra in quanto la stessa Gallery ha in programma una sua personale mostra celebrativa dell’urbinate.
Delle tante “Madonne” da lui dipinte e per varie vicende disperse nel mondo, torneranno alle Scuderie del Quirinale la “Madonna Aldobrandini” già nella collezione di Alfonso d’Este e ora a Londra, la “Conestabile” da San Pietroburgo, la “Colonna” da Berlino, chiaro segno dell’apprezzamento che il pittore ha avuto anche all’estero.
Anche i Musei Vaticani contribuiscono alla mostra e, non potendo certamente trasferire gli affreschi delle Stanze o delle Logge, arriveranno gli arazzi commissionati a Raffaello da Papa Leone X per abbellire la Cappella Sistina.
Nel complesso, dunque, l’esposizione costituirà in particolare il modo di approfondire la conoscenza del fondamentale “periodo romano” di Raffaello che lo ha consacrato artista di fama universale ed ineguagliabile.
Da non dimenticare, infine, che il primo omaggio all’artista è giunto proprio dalla sua città natale, Urbino, che fino al 19 gennaio 2020, ha organizzato al Palazzo Ducale una mostra intitolata “Raffaello e gli amici di Urbino” in cui sono esposte sue opere insieme agli umbri Luca Signorelli e Perugino insieme ai suoi concittadini Girolamo Genga e Timoteo Viti, artisti che si sono incrociati con il periodo fiorentino e con il primo periodo romano di Raffaello.