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Sabato 19 ottobre alle ore 19.30 a Scala Torregrotta (Me) via Nazionale 195 verrà inaugurata “la Fonte dell’attore”, la prima scuola di Teatro Emozionale in Sicilia, fortemente voluta e coordinata dall’attore, autore e regista teatrale, Fabio La Rosa, gemellata con l’Accademy of Art and Image di Roma la cui presidente è la giornalista e conduttrice Paola Zanoni. Una grade opportunità per i siciliani, e non solo, quella di frequentare i corsi tenuti da Fabio La Rosa che per il suo metodo del teatro emozionale ha ricevuto numerosi premi tra cui la medaglia d’oro “Maison des Artistes” presso l’università La Sapienza di Roma e che da anni insegna presso L’inpef (Istituto nazionale di pedagogia familiare) di Roma. Corsi, rivolti sia ai bambini e fino agli over 65, che prevedono percorsi laboratoriali di integrazione tra soggetti diversamente abili e operatori del settore. Una vera e propria palestra dell’anima, come adora definirla Fabio La Rosa. All’inaugurazione oltre alla presenza della conduttrice televisiva e giornalista Paola Zanoni ci sarà anche l’attrice Emanuela Tittocchia. Conosciamo meglio Fabio La Rosa ed i suoi progetti attraverso questa intervista.

Fabio La Rosa

Benvenuto Fabio La Rosa, dicevamo del tuo progetto e del tuo stile di fare teatro che è stato definito un “Teatro dell’Anima” ovvero senza limitazioni. Spiegaci meglio.

Si certo, con questa scuola percorriamo un metodo preciso, quello del teatro emozionale con un riscontro a Messina e del COSPECS il dipartimento di scienze cognitive. I laureandi in psicologia possono fare tirocinio frequentando il nostro corso. Per questo metodo che ho istituito, ho anche ricevuto, come si diceva in apertura, il premio “Maison des Artistes” e il riscontro L’inpef (Istituto nazionale di pedagogia familiare) e master di pedagogia teatrale. Il teatro emozionale punta alle emozioni e in questo caso non si può parlare di diversità perché nessuno è deficitario di emozioni. Non lavoro solo con attori, ma anche con gli operatori del settore. Quello che proponiamo è un percorso che non serve solo a chi voglia calcare la scena, ma è rivolto anche a chi voglia mettersi in discussione e conoscere meglio se stesso; un vero e proprio viaggio, dell’emozione il cui punto di partenza coincide esattamente con quello di arrivo: parto da me per ritrovare me stesso, perdersi per ritrovarsi; un’occasione per riscoprire il piacere di relazionarsi percorrendo la strada delle emozioni. Durante l’anno l’offerta formativa si arricchirà di workshop con attori registi e doppiatori di fama nazionale ed internazionale.

Abbiamo detto dei tuoi molti premi ricevuti in carriera, quello che ti ha dato maggiori emozioni?

Fabio La Rosa

Sicuramente la medaglia d’oro “Maison des Artistes” alla Sapienza a Roma, occasione in cui mi sono esibito con i giovani del Pirandello portando in scena la disabilità, ma sotto forma di estrema abilità, mettendone in risalto gli aspetti positivi, le qualità e la condivisione, non i deficit. Una grande soddisfazione ed emozione. Fra l’altro con i Giovani del Pirandello e grazie a loro ci siamo esibiti sia alla Camera e Senato ottenendo un attestato di Testimonial dei diritti umani ed adesso questo metodo diventa come detto una vera e propria scuola. Poi non posso non dire della menzione speciale al recente Premio Palinuro di cui sono stato il direttore artistico curandone la regia, non mi aspettavo che anche io fossi tra i premiati rendendomi in tal modo da “operatore del dietro le quinte” a protagonista. Un qualcosa di molto emozionante anche per il forte coinvolgimento che ho visto da parte dell’amministrazione locale, e della promozione del territorio Cilentano, un premio importante e che traguarda i 7 anni dalla sua istituzione.

A proposito del legame con il territorio tu sei un artista siciliano che si è saputo distinguere nel panorama nazionale, che legame hai con la tua terra di origine?

Porto sempre un tocco di sicilianità nei miei spettacoli anche quando non lavoro nella mia Sicilia. Direi che la nostra cultura è un cocktail di valori e dominazioni che ha caratteristiche uniche che ognuno di noi ha in se. In qualche modo porto il grido di chi vuole restare ancorato a questa terra che da tanto da un punto di vista di bellezza valori ed umanità, ma che spesso costringe le persone ad andare via per aver qualcosa in più. E’ proprio questo anche il senso della scuola “la Fonte dell’attore”, ovvero dare la possibilità di restare nella propria terra avendo prospettive solide e concrete, senza dover andare altrove lasciando i propri valori i propri affetti, avendo difronte il pubblico che magari ti conosce e ti ha visto crescere. Il progetto è anche un modo per dare a chi è giovane la possibilità che io non ho potuto avere per realizzare il proprio sogno nella propria terra.

Da anni sei impegnato con la tua compagnia teatrale “Grammelot” mettendo in scena anche spettacoli in vernacolo, come mai questa scelta?

Proprio perché sono molto legato alla mia terra pur avendo lavorato molto fuori e credo che ognuno di noi debba valorizzare le proprie origini. Il “siculo”, a mio parere, ha una teatralità e una musicalità innata. Lo spettacolo in vernacolo in genere viene associato all’amatorialità, io invece ho voluto portarlo a livello professionale e ci siamo riusciti. Saremo in due teatri a Messina e a Pace del Mela. Questa una scelta proprio legata alla mia terra.

Fabio La Rosa ha un rito per alimentare la creatività, ricordiamo che sei anche autore dei testi teatrali?

Il mio rito è una cosa a cui non rinuncio mai, prima di iniziare le prove amo sdraiarmi sulle tavole del palcoscenico e godermi quel rumore e quell’odore particolare, sentire su quelle tavole la mia lotta e quello che ho fatto per affrontare i tanti ostacoli che in un lavoro come questo non mai mancano.

Sogni da realizzare ancora?

Che questa scuola si arricchisca di anime e che i siciliani possano accogliere questa possibilità in modo positivo. Di questo ringrazio il Sindaco Corrado Simone che si è prodigato perché si realizzasse. Non escludo, questo sarebbe proprio un sogno, quello di poter fondare una scuola anche a Roma in modo da collaborare anche con i molti affetti romani e le persone che oggi sono molte preziose per me.