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La recensione musicale di Luigi Boggio sul cantautore Seby Mangiameli

Spinto dal vento della passione il cantautore Seby Mangiameli ha nuovamente attraversato lo Stretto per comunicare le emozioni delle sue canzoni e per farsi conoscere in luoghi diversi della sua Carlentini.
Una cittadina che si affacia su una valle immersa nel verde degli alberi di agrumi deturpata da una mega discarica, di fronte l’Etna con i suoi improvvisi risvegli, la pista di Sigonella con i droni puntati verso l’area più controversa del pianeta e in lontananza il mare con il suo carico di disperati. Luoghi che ispirano e che ritroviamo in molte delle sue belle canzoni con delle musiche che ti prendono e ti trascinano “ lungo la strada dove passava il tempo a parlare,ridere e sognare”.

Seby Mangiameli

Dei versi in “ C’è pace” e in “Se scrivessi una canzone d’amore senza guerra e dolore,menzogna e rancore,che graffia il tuo cuore e che t’invita a danzare sotto lo sguardo di un bambino dietro il finestrino”. Quel bambino che ritorna sempre e che è in ognuno di noi e che spunta non poche volte nel corso della vita per ricordarci che siamo quelli che siamo con tutto il nostro passato di gioie e dolori. Anche nella canzone “con gli occhi di un bambino” c’è sempre lo sguardo del bambino per vedere le farfalle posare sui fiori e credere di potere volare anch’io.
Versi che ti avvolgono e che ti fanno intravedere il volto segnato dell’autore vicino alle sofferenze degli altri e che vorrebbe far volare,e volare insieme a loro, per aiutarli a liberarsi dalle paure e dalle angosce quotidiane.

Seby Mangiameli

In “Sicilia omnia est” troviamo le sofferenze e la speranza con gli occhi rivolti verso la Terra santa. Una terra,l’Africa, in pace “senza Re e padroni” dove nessuno dovrebbe scappare. Una terra da rispettare e d’amare come nelle parole “ Un Angelo all’inferno” dedicata a Gino Strada. Che per il suo impegno in quelle zone ha sentito non poche volte “ il grido di una madre, il pianto di un bambino tra la polvere e il terrore”. Una mamma come quelle di Plaza de Mayo disperate per la scomparsa dei figli. Nella vita c’è chi tenta di scappare dal terrore tenendo in braccia il figlio, c’è chi cerca un figlio d’abbracciare, c’è chi spinge i figli ad andare via.
Infine c’è chi corre per arrivare in una corsa senza traguardo. Una corsa che non finisce mai con la gente triste e sola senza mai un sorriso. Chiudo pensando a quel bambino che “grida felice ricorrendo una farfalla in volo che sfiora i fiori e che poi ritorna a volare”.

Auguro a Seby Mangiameli di volare lungo la scia della migliore tradizione dei cantautori italiani che hanno dimostrato di sapere scrivere e interpretare le canzoni suscitando attenzione, ascolto e commozione. Ascoltarlo è sempre un piacere, accompagnato in questo viaggio dal maestro Salvo Amore che ha saputo rivestire le parole con dei suoni armoniosi e lontani.

Appuntamento a Roma al Teatro Arciljuto lunedì 21 settembre, ore 21,00, nella cui serata Vi sarà anche la prestigiosa presenza di Radio Italia Anni 60.