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di Riccardo Bramante 
E’ da poco terminata la 13° edizione di “Capalbio Libri” e già la piccola Atene toscana torna alla ribalta del mondo della cultura con la XIX Rassegna cinematografica di Capalbiomovie che è stata inaugurata con una appassionata presentazione del direttore artistico Lidia Tarantini.

Quest’anno il tema che dominerà tutti i film in programma sarà la parola “utopia”, titolo originale di un’opera di Thomas Moore (Tommaso Moro italianizzato) in cui si descrive un viaggio immaginario in un’isola in cui la società è positivamente dominata dalla cultura che ne regola tutti gli aspetti. Luogo ovviamente fantastico che, però, si presta ad una doppia interpretazione: da un lato “utopia” può, infatti, essere intesa come parola composta dal greco “eu”, perfetto, e “topos”, luogo per cui il significato sarebbe di “luogo perfetto”; ma d’altra parte “utopia” potrebbe derivare dalla contrazione dell’”u” privativo greco per cui “utopia” viene a significare “non luogo”.


Affascinante dilemma che può essere trasposto nella vita dell’umanità in quella energia che spinge al cambiamento, alla ricerca di qualcosa che ora non c’è ma che, se raggiunto, potrebbe veramente dare la felicità.
Proprio il tema del cambiamento e della spinta a trovare ciò che ancora non c’è è presente, in modo più o meno accentuato ed esplicito, nei film che saranno proiettati nella ormai storica Piazza Magenta di Capalbio dal 16 al 26 agosto.
La rassegna si aprirà con la proiezione del film “La donna elettrica” del regista islandese Benedikt Erlingsson e proseguirà con altri 10 film tra cui è da citare “Pane e cielo” di Giovanni Bedeschi, che, proprio per il delicato tema trattato di grande intimità cristiana e spirituale, sarà con ingresso ad offerta libera da devolvere alla Fondazione Progetto Arca Onlus che si occupa dei senzatetto e dell’assistenza ai clochard.
La manifestazione si chiuderà, infine, il 26 agosto con il film “Together forever” della regista lituana Lina Luzyte in lingua originale con sottotitoli italiani la cui protagonista, Gabija Jaraminaite, è stata premiata lo scorso giugno a Roma dalla curatrice del Festival Cinema d’iDea, Patrizia Fregonese De Filippo.