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di Riccardo Bramante

Grande successo sta ottenendo a Torino, presso la Galleria Civica d’Arte Moderna, la mostra “Giorgio de Chirico: ritorno al futuro. Neometafisica ed arte contemporanea”. Curata dai critici Lorenzo Canova e Riccardo Passoni, la mostra vuole essere un dialogo tra la pittura neometafisica del grande pittore e le generazioni degli artisti che negli anni successivi si sono a lui ispirati, riconoscendolo come un anticipatore delle loro nuove visioni.

E’ indubbio, infatti, che l’opera di de Chirico abbia notevolmente influenzato non solo la pittura e le arti visive in genere, ma anche la letteratura, il cinema e perfino le nuove tecnologie digitali, con un interesse che si è esteso oltre l’Europa fino ad arrivare negli Stati Uniti e in Giappone.

La neometafisica di de Chirico, sviluppatasi soprattutto tra gli anni ’68 e ’79, ha rappresentato allo stesso tempo un ritorno al passato ed una ripartenza verso una nuova creatività consacrando definitivamente l’autore tra i più grandi interpreti dell’arte in assoluto e creando un ponte ed un dialogo con la pop art americana, tanto che lo stesso Andy Warhol vide nel maestro italiano un suo precursore e gli rese omaggio con un celebre ciclo di opere in cui rivisitava la metafisica in chiave seriale.

E’ un dialogo a distanza, quello presente nella mostra, tra de Chirico e gli artisti più giovani, dialogo che si dipana attraverso circa cento opere provenienti da Musei, Fondazioni e collezioni private che mettono in relazione le sue opere metafisiche e le nuove tendenze italiane ed internazionali come, appunto, la pop art di Andy Warhol e le interpretazioni di Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Mario Schifano ed altri artisti italiani, non ultimo Fabrizio Clerici visto come un grande prosecutore della metafisica. Né vengono dimenticati, in tale contesto, grandi maestri della cosiddetta arte povera come Michelangelo Pistoletto, le ombre geometriche di Giuseppe Uncini, le sculture di Mimmo Paladino ed i “tableaux vivants” di Luigi Ontani.

Oltre alle opere provenienti soprattutto dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, la mostra presenta anche una animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards che, a sua volta, richiama i concetti fondamentali dell’arte metafisica del grande maestro.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 25 agosto 2019.